Master post-laurea: che cosa sono?
Sempre più persone decidono di conseguire un ulteriore titolo di studio dopo la laurea: quello del master. Nonostante ciò, esiste molta disinformazione a riguardo e diversi studenti nutrono perplessità. Vediamo insieme in cosa consistono!
Origine e sviluppo dei master formativi
Master, dal latino magister (maestro) è un termine legato all’istruzione, ma che conosce diversi campi di applicazione. Oltre i confini del nostro Paese, infatti, si posiziona perfettamente all’interno del mondo accademico, configurandosi in quella che noi definiamo laurea magistrale. Questa tipologia di master vede la sua origine negli Stati Uniti del XIX secolo e conosce rapida diffusione. È col Processo di Bologna, nell’anno 1999, che il master accademico viene adottato in Europa. Proprio in questo momento il programma di studi dei paesi membri assume la struttura che conosciamo, articolata su tre livelli: bachelor (laurea triennale), master (laurea magistrale) e PhD (dottorato di ricerca). La norma introdotta per gli anni 2000 conosce anche una certa flessibilità. Infatti, la durata del master oscilla tra un anno (Inghilterra e Irlanda) e due (Francia, Germania, Spagna e altri Paesi).
Italia: il master di perfezionamento
In Italia la situazione è diversa, complice la nostra ampia tradizione accademica. Questa, infatti, prima del Processo di Bologna prevedeva percorsi di laurea a ciclo unico, di durata variabile tra i quattro e i sei anni. A seguito della regolamentazione, vengono divisi in due cicli, rispettivamente di tre e di due anni. Cambia quindi la struttura, ma non la sostanza, e la seconda laurea, benché specialistica, tende comunque a configurarsi come meramente teorica. Risulta quindi più orientata verso un percorso di ricerca, che in direzione di sbocchi lavorativi concreti.
È in questo gap tra la teoricità dello studio e il sapere operativo che interviene la formazione del master in Italia. Come? Sotto forma di corso di perfezionamento di durata variabile, tra i sei mesi e i due anni. L’unico prerequisito richiesto ai partecipanti è il possesso di un titolo di studio universitario, triennale o magistrale. Con l’ottenimento della laurea triennale si accede ai master di primo livello. Con la laurea magistrale, invece, e si ha la possibilità di frequentare anche i master di secondo livello, maggiormente specializzanti.

Cosa distingue il master italiano?
La cifra caratteristica dei master, e il motivo per il quale appaiono come investimento sul futuro, è il fatto che, il più delle volte, prevedano stage garantiti con alte probabilità di assunzione al termine del tirocinio. Il corso, articolato su più moduli, si struttura in un calendario rigido di lezioni. L’insegnamento verte soprattutto sul versante operativo e le tematiche trattate sono circoscritte alla tipologia di professione che si intende approfondire, senza divagazioni nozionistiche. Spesso, in accompagnamento, vengono illustrati i case study e si svolgono progetti in gruppo (spesso per aziende partner). Spesso si presenta anche l’opportunità di compiere visite esterne per arricchire le competenze. Il percorso termina con l’esposizione di un progetto, realizzato sulla scorta delle lezioni seguite.
Molte università italiane si sono adattate a questo nuovo sistema, introducendo negli anni sempre più percorsi di perfezionamento post-laurea. Date le alte richieste, sono anche nate molte scuole apposite, come Sole24Ore Business School, che vanta quindicimila studenti annuali e oltre le mille aziende partner. Un altro esempio è SDA Bocconi, struttura connessa alla prestigiosa università milanese a indirizzo economico, dedicata ai master executive (riservati a professionisti che intendono cambiare percorso o conseguire salti di carriera).

Aspetti negativi
Ma non è tutto oro quel che luccica, e anche il mondo dei master presenta le sue ombre. Prima su tutte il costo, raramente inferiore ai diecimila euro e che, in università private (Bocconi, Istituto Marangoni), può salire fino ai trentamila. Ciò rende i master di perfezionamento poco accessibili e molti rinunciano all’opportunità a causa delle eccessive spese che richiedono. Un altro fattore che disincentiva la partecipazione è la possibilità di truffa che, come in molti settori, è più ricorrente di quanto si possa pensare. Esistono infatti scuole non accreditate che rilasciano titoli non riconosciuti dal sistema educativo. Un’altra possibilità è quella di imbattersi di offerte fin troppo allettanti, che garantiscono poco impegno con gran risultato, o che richiedono pagamenti anticipati. È bene stare all’erta per evitare raggiri con master fittizi, verificare i siti web degli enti eroganti e consultare i feedback di altri studenti.
La nostra opinione
In conclusione: conveniente o sperpero? Riteniamo che frequentare un master sia un’occasione formativa utile e arricchente, in linea con le necessità del mercato. Inoltre, un alto costo di iscrizione può comunque essere un investimento, se agevola l’ingresso nel mondo del lavoro ed evita stalli di disoccupazione. L’importante è prestare attenzione a scegliere strutture affidabili, accreditate e che offrano contratti chiari. E non farsi ingannare da promesse irrealistiche!
Per altri approfondimenti collegati al mondo universitario, leggi il nostro recente articolo: Salute mentale all’università: le dritte per gestire lo stress.
