
Recita Wikipedia: Il numero di Dunbar, conosciuto anche come la regola dei 150, afferma che le dimensioni di una vera rete sociale sono limitate a circa 150 membri. Questo numero è stato calcolato da studi di sociologia e soprattutto di antropologia, sulla dimensione massima di un villaggio [...].
Per qualcuno di voi i 150 “amici” di Dunbar sembreranno pochi. Soprattutto ora che la dimensione massima del proprio villaggio coincide sempre di più con il perimetro della rete Internet.
La versione online delle reti social ha infatti sfatato un po’ la regola dei 150.
Sono rimasti in pochi a non essere caduti nella rete dei Social Network. Anche il più scettico alla fine ha dovuto cedere e ha messo foto e profilo a disposizione di amici e colleghi!
C’è proprio di tutto nella rete. Pesci piccoli e grandi.
Ci sono i ministri Gelmini e Brunetta che hanno aperto un canale YouTube per dialogare con il mondo dell’istruzione la prima e una pagina su facebook con più di 37.000 sostenitori, il secondo.
E quando si dice che le vie del Signore sono infinite, anche il Vaticano non si è lasciato scappare l’occasione di raggiungere i propri fedeli via etere. È stato, infatti, da poco battezzato (mai termine è stato più consono!) un canale YouTube per diffondere i messaggi di Papa Benedetto XVI anche in rete.
Dicevamo che quasi tutti hanno un proprio profilo, e quasi sicuramente su facebook, social network nato all’interno dei famosi college americani che nell’ultimo anno ha raggiunto una grande popolarità in Italia.
Hanno richiesto la tua amicizia; ti suggeriscono un amico; ti hanno taggato e ti hanno mandato un poke. Se sei un utente super attivo di facebook saprai sicuramente di cosa si sta parlando.
Facebook è diventato un vero e proprio fenomeno sociale tanto da costringere alcune aziende a limitarne l’accesso perché distoglie gli impiegati dal proprio lavoro.
Ma la prima generazione di social network, quelli generalisti (un po’ come la TV), è ormai passata. Il futuro dei Social Network sta in reti professionali o di nicchia. Pensare di creare una nuova rete sociale generalista in grado di differenziarsi da quelle già esistenti e dare un vantaggio concreto agli utenti è quasi impensabile. Siamo già troppo impegnati a compilare i campi di tutti i form che ci vengono richiesti per registrarci alla libreria online, al sito dei last minute, quello per ricevere le offerte migliori su ebay e quant’altro. Un form in più per un social network uguale a quelli già esistenti è troppo!
La par
ticolarità di reti come LinkedIn, Xing oppure Link2me (rete sociale italiana dedicata ai professionisti della comunicazione) è la possibilità di ricercare persone che lavorano nella nostra stessa azienda o che hanno i nostri stessi interessi professionali. C’è chi vede in questi strumenti la possibilità di fare business, altri invece, grazie anche alle sezioni dedicate al MarketPlace, trovano nuove opportunità di lavoro.
Ma cosa decreta il successo di una rete sociale (professionale e non)? Normalmente decidiamo di iscriverci a un social network perchè un amico ci ha inviati o ne abbiamo sentito parlare direttamente da qualcuno che conosciamo. Insomma, ci iscriviamo perchè sappiamo che lì c’è già un certo numero di amici reali iscritti.
Non è da sottovalutare la forza aggregante di questi siti. Il caso italiano di Facebook ne è la prova!
JECoMM dal canto suo ha cercato di sfruttare questi strumenti come luogo virtuale di aggregazione e come opportunità di business.
JECoMM è infatti su Facebook con un gruppo dedicato solamente ai membri della Junior e una pagina fan per tutti coloro che ci conoscono e ci supportano; è inoltre su LinkedIn per cogliere al volo tutte le opportunità che una rete professionale può offrire.
E voi? In quale rete sociale siete caduti?