Aug 26

Refuso newsletter di luglio

Scritto da Serena Poma (August 26, 2010 @ 11:16 am)
Blog, Jecomm Life, Media e comunicazione No Comments »

Si comunica che nella prima pagina dello scorso numero

della newsletter di JECoMM, nell’articolo intitolato “JECoMM al Salone della Responsabilità Sociale d’Impresa”è contenuto un errore.

il Salone è promosso da Regione Lombardia, Provincia di Milano, Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo, BIC La Fucina, Fondazione Sodalitas e Koinètica

Pubblicità Progresso promuove invece la 6° Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale.

Aug 01

Cari amici,

prima di lasciarvi per le meritate vacanze ecco il numero di Luglio della JECoMM newsletter!

In questo numero troverete:

  • L’intervista al neo presidente JADE: Lorenzo Uberti
  • La realizzazione del sito web per il progetto Dolce in Carcere
  • Tutto sulla JEWC 2010. L’esperienza della Junior Enterprise World Conference vista dagli occhi dei JECoMMINI che hanno partecipato a workshop, parties e tanto altro.
  • JECoMM al Salone della Responsabilità Sociale d’Impresa

…e molto altro ancora!

Potete leggere la newsletter cliccando qui

Sep 27

Segui la freccia – Dal dire al fare ‘09

Scritto da JECoMM (September 27, 2009 @ 5:14 pm)
Eventi, Media e comunicazione Comments Off

Al via domani la 5° edizione di DAL DIRE AL FARE – Il Salone della Responsabilità Sociale d’Impresa.

Quest’anno il salone cambia location e dopo i chiostri dell’Università degli Studi di Milano approda nella sede dell’Università Luigi Bocconi.

Una due giorni di workshop, conferenze e laboratori per tutti i gusti. Dal convegno sul Green Marketing, al laboratorio dedicato all’approccio femminile al potere nelle aziende. Dal diversity management all’importanza del coinvolgimento degli stakeholder.

Come nelle scorse edizioni, si rinnova anche quest’anno l’incontro con lo SPAZIO GIOVANI, durante il quale studenti di tutta Italia potranno confrontarsi con quelle aziende che più di altre hanno deciso di fare della Responsabilità Sociale d’Impresa non un obbligo, bensì uno dei pilastri fondamentali della cultura aziendale.

L’anno scorso JECoMM ha partecipato con uno stand insieme ad UNIFERPI, la sezione studenti della Federazione relazioni pubbliche italiana.

Quest’anno, alcuni dei nostri associati parteciperanno attivamente allo SPAZIO GIOVANI con un gruppo di lavoro che analizzerà e presenterà le politiche di Responsabilità Sociale d’Impresa sviluppate da Autogrill, azienda leader nei servizi di ristorazione e retail per chi viaggia.

Vi invitiamo a visitare gli stand e trarre tanti spunti da proporre e promuovere non solo nelle aziende, ma anche nelle università e nelle istituzioni. E vi invitiamo anche a venirci a vedere mercoledì 30 durante la presentazione del nostro elaborato.

Coloro che non potranno essere presenti all’evento potranno leggere un report della manifestazione vista dagli occhi di JECoMM a fine settimana sempre sul nostro blog.

Non perdete l’occasione, seguite la freccia rossa! Visitate il Salone!

Per saperne di più

www.daldirealfare.eu

Apr 07

JECoMM News – Aprile

Scritto da JECoMM (April 7, 2009 @ 10:34 pm)
Media e comunicazione, News Comments Off

edicolaPubblichiamo oggi il numero di Aprile/Maggio della newsletter di JECoMM.

In questo numero abbiamo dato risalto a un aspetto importante della vita di ogni Junior Entrepreneur: il network.

Dall’editoriale, passando per la nostra consueta intervista, fino ad arrivare alla rubrica “JECoMM all’opera”, avrete modo di respirare l’atmosfera di condivisione, internazionale e locale, fulcro di ogni JADE meeting.

Speriamo di stuzzicare la vostra curiosità con questa breve lettura, e vi ricordiamo che per chi volesse il prossimo meeting nazionale sarà organizzato da JE Liuc si terrà a Castellanza dal 15 al 17 di Maggio.

Buona lettura!

Numero di Aprile/Maggio 2009

Mar 28

Lo shock culturale dell’informazione

Scritto da Alfredo Chiaro (March 28, 2009 @ 12:30 pm)
Media e comunicazione, Riflessioni Comments Off

Cari lettori, come i miei amici e colleghi jecommini sanno, da un paio di mesi mi trovo a Rotterdam, nei Paesi Bassi, per completare i miei studi. L’emigrante, se considerato dal punto di vista dei legami informativi che lo uniscono al paese d’origine durante la sua permanenza all’estero, può assumere svariate forme. C’è l’emigrante che passa le serate al telefono con i suoi connazionali. C’è quello che i connazionali li cerca nel paese ospitante, finendo per non imparare nulla sul piano interculturale. C’è l’esterofilo che cerca i tratti positivi del paese ospitante per “rinfacciarli” ai connazionali. C’è quello che cerca di adattarsi alla cultura locale, mantenendo però la propria identità nazionale. Infine, c’è l’emigrante che viene totalmente assimilato dalla nuova cultura, quasi perdendo i propri tratti originari.

Io credo di appartenere a quella categoria che cerca l’adattamento e al tempo stesso il mantenimento della propria identità. Probabilmente è questa seconda caratteristica che mi porta a comprare pacchi di spaghetti ogni volta che torno in Italia per qualche giorno, per poi cucinarli con i compagni di appartamento non italiani. L’adattamento è necessario per non subire un “cultural shock”; anche se, in fin dei conti, tutti subiscono uno shock culturale, ma chi riesce ad adattarsi presto può limitarne le conseguenze (incluso il “reverse cultural shock” al rientro nel proprio paese dopo un lungo periodo all’estero).

Il tipo di adattamento, come già dicevo, può riflettersi nei legami informativi col proprio paese. Una volta all’estero, molto di noi tentano di mantenersi informati su ciò che accade nel proprio paese. È ciò che faccio anch’io: tutti i giorni apro almeno uno o due siti web di informazione tra Corriere della Sera, La Repubblica, Il Sole 24 Ore (escludiamo pure TgCom: tutti, talvolta, vogliamo perdere tempo). Ed è a quel punto che mi rendo conto delle differenze nella qualità dell’informazione, partendo dalla selezione operata dai media sui contenuti.

L’informazione italiana soffre ancora delle stesse pecche strutturali da decenni, è controllata, non è obiettiva e soprattutto non è abbastanza rilevante per il benessere del cittadino. Negli ultimi giorni le testate parlano solo del congresso con cui è nato il nuovo partito del “Popolo delle Libertà”, che non è altro che un contenitore per riciclare idee vecchie in un contesto nuovo che forse non è stato compreso appieno. Le parole sono le stesse che venivano usate nel 1994, i commenti da e contro l’opposizione pure, le reazioni dal mondo politico prevedibili.

Soffriamo ancora la presenza di una politica fatta di parole e non di fatti, ideologie ottocentesche che ostacolano qualunque policymaking responsabile. L’informazione italiana riflette tutto questo. Non parla dei reali problemi, come l’economia. Molti non sanno perché c’è la crisi, e che cosa significa: provate a chiedere in giro (magari non a chi si laurea in economia: non sono i soli a votare). La BBC stamattina trasmetteva un episodio di una serie di speciali su come l’Europa percepisce la crisi: un inviato, stavolta, visitava i paesi dell’Est Europa, entrando nei ristoranti e sedendosi al tavolo con persone comuni, per porgli domande e ascoltare le loro opinioni.

Attenzione, il trash non manca mai, soprattutto nella televisione britannica; ma se tra tanto trash si parla anche di economia e fatti concreti, magari non dopo le 23.30, i cittadini possono finalmente comprendere cosa accade ed essere più consapevoli delle proprie scelte. E, ogni tanto, guardare qualcosa di interessante. C’è un reality dove un aspirante manager diventa direttore di un punto di ristorazione per un giorno: vince chi ottiene la performance migliore a fine giornata. In un altro famoso show, Dragons’ Den, cinque venture capitalist milionari selezionano le idee di business degli aspiranti imprenditori; solo un ristretto numero di essi, se l’idea è buona e la negoziazione con i “dragoni” va a buon fine, riusciranno a volare. Fortuna che c’è Internet (http://www.bbc.co.uk/dragonsden/).

Feb 04

Dunbar e i suoi 150 amici

Scritto da Valentina Gradoli (February 4, 2009 @ 10:45 pm)
Articoli, Media e comunicazione 2 Comments »

Recita Wikipedia: Il numero di Dunbar, conosciuto anche come la regola dei 150, afferma che le dimensioni di una vera rete sociale sono limitate a circa 150 membri. Questo numero è stato calcolato da studi di sociologia e soprattutto di antropologia, sulla dimensione massima di un villaggio [...].

Per qualcuno di voi i 150 “amici” di Dunbar sembreranno pochi. Soprattutto ora che la dimensione massima del proprio villaggio coincide sempre di più con il perimetro della rete Internet.

La versione online delle reti social ha infatti sfatato un po’ la regola dei 150.

Sono rimasti in pochi a non essere caduti nella rete dei Social Network. Anche il più scettico alla fine ha dovuto cedere e ha messo foto e profilo a disposizione di amici e colleghi!

C’è proprio di tutto nella rete. Pesci piccoli e grandi.
Ci sono i ministri Gelmini e Brunetta che hanno aperto un canale YouTube per dialogare con il mondo dell’istruzione la prima e una pagina su facebook con più di 37.000 sostenitori, il secondo.
E quando si dice che le vie del Signore sono infinite, anche il Vaticano non si è lasciato scappare l’occasione di raggiungere i propri fedeli via etere. È stato, infatti, da poco battezzato (mai termine è stato più consono!) un canale YouTube per diffondere i messaggi di Papa Benedetto XVI anche in rete.

Dicevamo che quasi tutti hanno un proprio profilo, e quasi sicuramente su facebook, social network nato all’interno dei famosi college americani che nell’ultimo anno ha raggiunto una grande popolarità in Italia.
Hanno richiesto la tua amicizia; ti suggeriscono un amico; ti hanno taggato e ti hanno mandato un poke. Se sei un utente super attivo di facebook saprai sicuramente di cosa si sta parlando.
Facebook è diventato un vero e proprio fenomeno sociale tanto da costringere alcune aziende a limitarne l’accesso perché distoglie gli impiegati dal proprio lavoro.

Ma la prima generazione di social network, quelli generalisti (un po’ come la TV), è ormai passata. Il futuro dei Social Network sta in reti professionali o di nicchia. Pensare di creare una nuova rete sociale generalista in grado di differenziarsi da quelle già esistenti e dare un vantaggio concreto agli utenti è quasi impensabile. Siamo già troppo impegnati a compilare i campi di tutti i form che ci vengono richiesti per registrarci alla libreria online, al sito dei last minute, quello per ricevere le offerte migliori su ebay e quant’altro. Un form in più per un social network uguale a quelli già esistenti è troppo!

La particolarità di reti come LinkedIn, Xing oppure Link2me (rete sociale italiana dedicata ai professionisti della comunicazione) è la possibilità di ricercare persone che lavorano nella nostra stessa azienda o che hanno i nostri stessi interessi professionali. C’è chi vede in questi strumenti la possibilità di fare business, altri invece, grazie anche alle sezioni dedicate al MarketPlace, trovano nuove opportunità di lavoro.

Ma cosa decreta il successo di una rete sociale (professionale e non)? Normalmente decidiamo di iscriverci a un social network perchè un amico ci ha inviati o ne abbiamo sentito parlare direttamente da qualcuno che conosciamo. Insomma, ci iscriviamo perchè sappiamo che lì c’è già un certo numero di amici reali iscritti.

Non è da sottovalutare la forza aggregante di questi siti. Il caso italiano di Facebook ne è la prova!

JECoMM dal canto suo ha cercato di sfruttare questi strumenti come luogo virtuale di aggregazione e come opportunità di business.

JECoMM è infatti su Facebook con un gruppo dedicato solamente ai membri della Junior e una pagina fan per tutti coloro che ci conoscono e ci supportano; è inoltre su LinkedIn per cogliere al volo tutte le opportunità che una rete professionale può offrire.

E voi? In quale rete sociale siete caduti?

Feb 02

Roma Capitale … della Comunicazione

Scritto da Valentina Gradoli (February 2, 2009 @ 3:12 pm)
Eventi, Media e comunicazione, News 1 Comment »

Il 26 e 27 marzo il Palazzo dei Congressi di Roma ospiterà una due giorni tutta dedicata al mondo della Comunicazione.
Si dà il via, infatti, alla seconda edizione del Forum della Comunicazione che radunerà a Roma i principali player del settore: professionisti e studenti, aziende, enti pubblici e organizzazioni non profit, media e istituzioni.

Organizza la manifestazione Comunicazione Italiana, editore multimediale che vanta, inoltre, la costituzione della prima business Community italiana che unisce 20 associazioni di categoria e circa 40.000 top manager e professionisti delle aree: comunicazione, marketing, pubblicità, relazioni pubbliche, ICT, risorse umane, eventi e congressi.

Quest’anno il tema centrale del Forum sarà il rilancio dell’Italian style nel mondo, partendo dai casi di eccellenza che di fatto caratterizzano e promuovono l’immagine dell’italianità sui mercati internazionali.
Ci sarà spazio anche per temi legati alla Responsabilità Sociale, a come le aziende e le istituzioni comunicano questi temi e quali siano i risvolti sulla brand image.

In un unico contesto la comunità politica, economica, scientifica e sociale del paese potrà confrontarsi, formarsi e dialogare.

Ecco quali sono gli obiettivi del Forum della Comunicazione:

  • Convocare le migliori risorse creative e gli esempi di eccellenza per individuare, mediante incontri, presentazioni, dibattiti, modelli innovativi di comunicazione che possano costituire fonte d’ispirazione per lo sviluppo dell’intero sistema Paese.
  • Favorire l’incontro dei protagonisti di tutta la filiera produttiva del settore della comunicazione per creare nuove opportunità di collaborazione e business.
  • Offrire l’opportunità ai professionisti della comunicazione di formarsi su tematiche specifiche, mediante l’organizzazione di workshop e convegni verticali.
  • Promuovere l’incontro tra il mondo accademico-universitario ed il mondo del lavoro.

All’interno del programma vi vogliamo segnalare il dibattito che si terrà il pomeriggio del 26 marzo sul rapporto tra Università e formazione d’impresa dal titolo “L’Italia che comunica: il ruolo dell’Università e della formazione d’impresa per rilanciare la domanda del mercato del lavoro.”
E cosa c’è di meglio di una Junior Enterprise per dare la possibilità a uno studente universitario di avvicinarsi al mondo del lavoro?
Una Junior Enterprise, infatti, è proprio quel ponte che unisce l’università al mondo del lavoro, colmando il gap attraverso la formazione professionale dei suoi membri.

Il Forum è perfettamente in linea con gli standard di una comunicazione 2.0: l’evento è già presente online all’interno dei maggiori social network come Facebook e Linkedin.

Per maggiori informazioni visitate il sito del Forum http://www.forumcomunicazione.it/

Jul 16

JE on air!

Scritto da Francesca Gilardoni (July 16, 2008 @ 3:23 pm)
Media e comunicazione No Comments »

Giovedì 10 luglio su Radio RTL 102.5 alle 8 di mattina quando gli ascolti sono altissimi si è parlato di Junior Enteprise nell’ultima parte della sezione lavoro curata da Walter Pesserini.
Se ve lo siete persi ascoltate il servizio a questo link:
http://www.rtl.it/archivio/nonstopnews.php?m_id=6&sm_id=0&param=2397
–> Spazio Lavoro

Buon ascolto!

Logo RTL

Jul 15

Su L’Universitario c’è anche JECoMM!

Scritto da Francesca Gilardoni (July 15, 2008 @ 9:15 pm)
Articoli, Media e comunicazione 7 Comments »

Ecco a voi il link del nuovo numero dell’Universitario!

http://www.luniversitario.it/doc/luni_12.pdf

Se volete la copia cartacea non vi resta che prenderla nei punti di distribuzione nelle vostre università.

JECoMM ha scritto un articolo a pag. 10 e ha finalmento pubblicato la sua nuova pubblicità a pag. 11. Vi piace?

Apr 12

Ecco cinque aziende innovative che definiranno i modelli di business del futuro. Stanchi di pagare per ogni servizio, gli utenti accetteranno sempre di più la visione di spot pubblicitari pur di risparmiare – o addirittura per non pagare nulla. Anche perché Internet, almeno in Europa, è vicina alla copertura totale, grazie alle nuove tecnologie di diffusione tramite segnale radio. E se è possibile rimpiazzare il costoso telefono di casa, perché non farlo? Anche il mondo del lavoro si dovrà adattare. L’ufficio del futuro è in remoto: groupware e corporate wiki saranno le soluzioni primarie per rilanciare la produttività dei dipendenti, con funzionalità sempre più avanzate per rilanciare la produttività aziendale.


AriADSL, giovane azienda umbra, potrebbe definirsi il “salvatore del WIMAX italiano”. Grazie all’intuito – e alla liquidità – dell’imprenditore israeliano David Gilo, che ne ha rilevato la quota di maggioranza, questo provider di servizi a banda larga si è aggiudicato una share imponente delle recenti aste WIMAX in Italia, con un investimento di oltre 45 milioni di euro sui 136 spesi in totale dai partecipanti all’asta. AriADSL sarà quindi capace di diffondere i servizi WIMAX in tutta la penisola, scavalcando la “solita” Telecom Italia. Prima del WIMAX, tuttavia, AriADSL si occupa della diffusione di banda larga in aree non coperte dall’ADSL via cavo, utilizzando una tecnologia che definisce “pre-WIMAX”, che è molto simile alla diffusione dei segnali radiotelevisivi nell’etere. Le “Base Station” sono infatti collocate sui rilievi montuosi che consentono una diffusione efficiente del segnale ADSL, che viene captato dagli utenti per mezzo di una parabola/router. Una rivoluzione per un paese come l’Italia, ricco di irregolarità orografiche e con una scarsa diffusione della banda larga.


Blyk è un nuovo operatore telefonico finlandese, ma operante attualmente solo nel Regno Unito, esclusivamente rivolto alla fascia d’età 16-24. È il primo operatore del genere a offrire chiamate totalmente gratuite. Nato da un’idea dell’ex presidente della Nokia, Pekka Ala-Pietilä, il servizio poggia sull’invio di messaggi pubblicitari ai cellulari degli utenti. Questi hanno a disposizione un minutaggio e un tot di SMS al mese, raggiunti i quali occorre effettuare una ricarica ai prezzi dell’operatore brittanico Orange – infatti Blyk è un Mobile Virtual Network Operator (MVNO), e acquista le frequenze proprio da Orange, strategia simile a quella di Virgin Mobile UK dal 1999. Dopo primi mesi di sperimentazione, la lezione è che gli advertisers devono essere abili nello sfruttare l’alta targetizzazione alla fascia d’età, altrimenti rischiano di dover ricorrere allo sgradito spam.


Voixio è un’innovativa piattaforma VoIP per effettuare chiamate verso tutto il mondo (anche cellulari) a costo zero – a differenza di Skype. Il costo delle chiamate è recuperato obbligando gli utenti a visualizzare un breve spot pubblicitario. In funzione dal primo aprile nel Regno Unito, non richiede alcun download, poiché il software è realizzato totalmente in Flash, quindi eseguibile direttamente online – previa registrazione al servizio. Il limite per ogni telefonata è di 15 minuti: per chiamate più lunghe è necessario acquistare dei crediti via PayPal. L’unica alternativa simile, finora, è la promozione Sugar Mama di Virgin Mobile USA, dove però il tempo è perfettamente proporzionale: un minuto di chiamata per ogni minuto di spot guardato.


Spiralfrog è un servizio gratuito per scaricare musica in formato mp3. Nato come alternativa gratuita a iTunes, è totalmente finanziato da annunci pubblicitari. Nonostante siano disponibili un milione di tracce, attualmente il sistema DRM (Digital Rights Management) incorporato nei file non permette la copiatura su device come iPod o Zune. Una “liberalizzazione” in questo senso è invece proposta da Downlovers, progetto tutto italiano che garantisce la licenza su 5 device diversi.


Zimbra, recentemente acquisita da Yahoo!, si definisce una collaboration suite. Immaginate alcune applicazioni tipiche d’ufficio, come il calendario e la posta elettronica, e inseritele in una piattaforma multiutente per condividere informazioni comuni. Niente più sovraccarichi delle caselle di posta, eventi chiaramente segnalati a tutti, notifiche, project management e svariati altri usi. Per incrementare la produttività, evitare intasamenti delle caselle e-mail, tenere il lavoro di tutti in un unico luogo e alla portata di tutti. Zimbra offre anche una versione open source, e può posizionarsi in diretta competizione con Google Apps, la serie di applicazioni per ufficio della società di Mountain View (Google Docs, Calendar ecc.), basata anch’essa su tecnologia AJAX.