Vorrei raccontarvi la mia esperienza di quanto JECoMM sia stata utile per il mio ingresso nel mondo del lavoro. Mi sono laureato a fine marzo 2008, corso di laurea in Comunicazione e Società (una delle lauree triennali della facoltà di Scienze Politiche). Una junior enterprise e l’università sono due responsabilità da prendere seriamente, ma non per questo risultano incompatibili: sono riuscito come tutti gli altri associati a laurearmi senza andare fuori corso. A pieni voti, per giunta, come del resto una gran parte degli associati. Credo, anzi, che vivere il periodo degli studi con un team di persone che condivide diversi miei corsi, con cui mettere in pratica le materie di studio e l’interesse per la comunicazione, mi abbia stimolato e aiutato anche nello studio.
Dopo la laurea ho iniziato a scrivere e diffondere i miei curricula, ho fatto qualche colloquio qua e là. Come un po’ tutti i neolaureati sono rimasto per due mesi in un limbo di aspettative, indecisione e insicurezza. Anche in questa occasione JECoMM mi è stata utile, perché dopo la laurea e i dovuti festeggiamenti, dopo il primo periodo di riposo totale, la nullafacenza inizia a pesare… ci si sente inutili ed è facile demotivarsi. Invece avere un progetto a cui dedicare energie mi ha tenuto in forma. Ricordo che andavo in università per le assemblee della junior anche i mesi dopo la laurea, e che ero contento di avere finalmente molto tempo da dedicare a JECoMM, dopo un periodo di pausa-tesi.
Finché un bel giorno non ricevo, inattesa, una telefonata Seat Pagine Gialle. Mi dicono che hanno avuto il mio numero di cellulare dall’Università e mi chiedono se mi interessa uno stage di 6 mesi, 800 euro al mese. Niente male come opportunità: la possibilità di lavorare e formarsi in una grande azienda, per di più retribuito.
Così ho partecipato a due colloqui di selezione. Il primo era con tre altri candidati presenti quel giorno. Mi sono presentato vestito come se dovessi andare da un cliente JECoMM: jeans, camicia e giacca. Un vestiario elegante il giusto. Le esperienze vissute nella Junior mi avevano abituato a sentirmi più a mio agio in situazioni come quella, in cui gli interlocutori si aspettano da noi un certo vestiario, un certo linguaggio e soprattutto sicurezza di sé. Perciò, pur essendo giustamente teso, mi ero preparato delle argomentazioni ben precise sul mio curriculum. In fondo non avevo che da essere sincero e mettere in evidenza ciò che grazie a JECoMM avevo avuto occasione di fare e le cose che avevo imparato. Le esaminatrici sono riuscite a mettere tutti a proprio agio e il colloquio è stato piacevole, pur durando ben due ore, con domande a cui noi candidati rispondevamo a turno.
La prima volta che ho scritto un CV è stato per la presentazione a Jade Italia: ricordo i consigli della Anto e il formato europeo che avevamo scelto di adottare tutti. Naturalmente le selezionatrici avevano letto il mio curriculum aggiornato ed erano molto curiose di JECoMM. Hanno visto che avevo partecipato a diversi progetti, e mi hanno lasciato abbastanza spazio per illustrarli.
Mi sono reso conto che stavo andando bene quando ho iniziato a parlare della fondazione di JECoMM, e del fatto che trattandosi di una start-up è stata un’avventura soprattutto agli inizi, quando non c’era niente di definito ed era tutta da inventare. Non potevo immaginare che il progetto per il quale ci stavano scegliendo era anch’esso a suo modo una start-up nella struttura di Seat: parlavo a ruota libera, perché vedevo che le avevo colpite.
Quando poi mi hanno chiesto se uso il computer ho potuto rispondere che usavo quotidianamente due caselle e-mail, un’intranet aziendale con forum e wiki (grazie ad Alfie!), e che ero abituato al lavoro a distanza attraverso msn o skype. Credo che anche questo le abbia stupite, il fatto che un’azienda no profit composta da una decina di universitari fosse così ben organizzata dal punto di vista tecnologico e informatico.
Insomma, sono stato scelto io al posto di altri candidati anche molto validi, e credo il merito sia in gran parte di JECoMM. Molti avevano in curriculum tanti piccoli lavoretti, alcuni di buon livello, altri fatti solo per mettere da parte qualche soldo. Io durante gli studi ho lavorato gratis, perché la Junior ti ripaga soltanto in formazione. Davvero non me ne pento.
Il primo giorno di corso in Seat mi sono accorto di essere il più giovane tra i miei futuri colleghi: 23 anni contro una media tra i 25 e i 28. Mi sono accorto di avere una semplice laurea triennale, mentre qualcuno di loro aveva anche specialistica e master. Mi sono accorto che tutti (venissero da un corso di laurea in Economia indirizzo di comunicazione, o come me da Comunicazione indirizzo di marketing) avevano esperienze extra, e di tipo manageriale. Non tutti venivano da una Junior, ma comunque ciascuno era stato scelto per il bagaglio di competenze concrete che era riuscito a costruirsi durante gli studi.
Per la cronaca, ad oggi i sei mesi di stage sono conclusi e mi hanno rinnovato. Stiamo costruendo, per la squadra di agenti che seguo, un forum per fare squadra e lavorare più “jecomm style”
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Tommaso.