Jan 20

2009. Chi ben comincia…

Scritto da JECoMM (January 20, 2009 @ 11:20 pm)
Jecomm Life, Università 1 Comment »

Anno nuovo e nuovi associati!

Il 2009 di JECoMM inizia con una settimana tutta dedicata ai futuri Junior Entrepreneur.

Se determinazione,
voglia di conoscere
e imparare facendo,
spirito di iniziativa

e impegno e professionalità

sono tra i tuoi buoni propositi per l’anno nuovo, entra in JECoMM!

Il 21-22-23-26 e 27 Gennaio, dalle 11.30 alle 12.30, vieni a trovarci al nostro stand!
Potrai incontrarci, porre domande, capire cos’è una Junior Enterprise e avere tante utili informazioni su come diventare il prossimo Junior Entrepreneur!

Stand JECoMM
Chiostro della Facoltà di Scienze Politiche
Università degli Studi di Milano
via Conservatorio 7
Milano

 

Per candidarti invia il tuo curriculum vitae a recruiting@jecomm.it e compila il form presente nel nostro sito www.jecomm.it alla sezione Studenti -> Candidatura

 

Jan 10

Vorrei raccontarvi la mia esperienza di quanto JECoMM sia stata utile per il mio ingresso nel mondo del lavoro. Mi sono laureato a fine marzo 2008, corso di laurea in Comunicazione e Società (una delle lauree triennali della facoltà di Scienze Politiche). Una junior enterprise e l’università sono due responsabilità da prendere seriamente, ma non per questo risultano incompatibili: sono riuscito come tutti gli altri associati a laurearmi senza andare fuori corso. A pieni voti, per giunta, come del resto una gran parte degli associati. Credo, anzi, che vivere il periodo degli studi con un team di persone che condivide diversi miei corsi, con cui mettere in pratica le materie di studio e l’interesse per la comunicazione, mi abbia stimolato e aiutato anche nello studio.

Dopo la laurea ho iniziato a scrivere e diffondere i miei curricula, ho fatto qualche colloquio qua e là. Come un po’ tutti i neolaureati sono rimasto per due mesi in un limbo di aspettative, indecisione e insicurezza. Anche in questa occasione JECoMM mi è stata utile, perché dopo la laurea e i dovuti festeggiamenti, dopo il primo periodo di riposo totale, la nullafacenza inizia a pesare… ci si sente inutili ed è facile demotivarsi. Invece avere un progetto a cui dedicare energie mi ha tenuto in forma. Ricordo che andavo in università per le assemblee della junior anche i mesi dopo la laurea, e che ero contento di avere finalmente molto tempo da dedicare a JECoMM, dopo un periodo di pausa-tesi.

Finché un bel giorno non ricevo, inattesa, una telefonata Seat Pagine Gialle. Mi dicono che hanno avuto il mio numero di cellulare dall’Università e mi chiedono se mi interessa uno stage di 6 mesi, 800 euro al mese. Niente male come opportunità: la possibilità di lavorare e formarsi in una grande azienda, per di più retribuito.

Così ho partecipato a due colloqui di selezione. Il primo era con tre altri candidati presenti quel giorno. Mi sono presentato vestito come se dovessi andare da un cliente JECoMM: jeans, camicia e giacca. Un vestiario elegante il giusto. Le esperienze vissute nella Junior mi avevano abituato a sentirmi più a mio agio in situazioni come quella, in cui gli interlocutori si aspettano da noi un certo vestiario, un certo linguaggio e soprattutto sicurezza di sé. Perciò, pur essendo giustamente teso, mi ero preparato delle argomentazioni ben precise sul mio curriculum. In fondo non avevo che da essere sincero e mettere in evidenza ciò che grazie a JECoMM avevo avuto occasione di fare e le cose che avevo imparato. Le esaminatrici sono riuscite a mettere tutti a proprio agio e il colloquio è stato piacevole, pur durando ben due ore, con domande a cui noi candidati rispondevamo a turno.

La prima volta che ho scritto un CV è stato per la presentazione a Jade Italia: ricordo i consigli della Anto e il formato europeo che avevamo scelto di adottare tutti. Naturalmente le selezionatrici avevano letto il mio curriculum aggiornato ed erano molto curiose di JECoMM. Hanno visto che avevo partecipato a diversi progetti, e mi hanno lasciato abbastanza spazio per illustrarli.

Mi sono reso conto che stavo andando bene quando ho iniziato a parlare della fondazione di JECoMM, e del fatto che trattandosi di una start-up è stata un’avventura soprattutto agli inizi, quando non c’era niente di definito ed era tutta da inventare. Non potevo immaginare che il progetto per il quale ci stavano scegliendo era anch’esso a suo modo una start-up nella struttura di Seat: parlavo a ruota libera, perché vedevo che le avevo colpite.
Quando poi mi hanno chiesto se uso il computer ho potuto rispondere che usavo quotidianamente due caselle e-mail, un’intranet aziendale con forum e wiki (grazie ad Alfie!), e che ero abituato al lavoro a distanza attraverso msn o skype. Credo che anche questo le abbia stupite, il fatto che un’azienda no profit composta da una decina di universitari fosse così ben organizzata dal punto di vista tecnologico e informatico.

Insomma, sono stato scelto io al posto di altri candidati anche molto validi, e credo il merito sia in gran parte di JECoMM. Molti avevano in curriculum tanti piccoli lavoretti, alcuni di buon livello, altri fatti solo per mettere da parte qualche soldo. Io durante gli studi ho lavorato gratis, perché la Junior ti ripaga soltanto in formazione. Davvero non me ne pento.

Il primo giorno di corso in Seat mi sono accorto di essere il più giovane tra i miei futuri colleghi: 23 anni contro una media tra i 25 e i 28. Mi sono accorto di avere una semplice laurea triennale, mentre qualcuno di loro aveva anche specialistica e master. Mi sono accorto che tutti (venissero da un corso di laurea in Economia indirizzo di comunicazione, o come me da Comunicazione indirizzo di marketing) avevano esperienze extra, e di tipo manageriale. Non tutti venivano da una Junior, ma comunque ciascuno era stato scelto per il bagaglio di competenze concrete che era riuscito a costruirsi durante gli studi.

Per la cronaca, ad oggi i sei mesi di stage sono conclusi e mi hanno rinnovato. Stiamo costruendo, per la squadra di agenti che seguo, un forum per fare squadra e lavorare più “jecomm style” :)

Follow the Gecko!

Tommaso.

Sep 22

Dal Dire al Fare…

Scritto da Valentina Gradoli (September 22, 2008 @ 3:26 pm)
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… qualcuno potrebbe rispondere “c’è di mezzo il mare!”. Un mare di fatti, di progetti e di esperienze che ruotano attorno al tema portante del Salone della Responsabilità Sociale d’Impresa di quest’anno: la SOSTENIBILITA’.

Dal dire al fareIl 24 e il 25 Settembre, nella cornice del chiostro dell’Università degli Studi di Milano, si terrà DAL DIRE AL FARE, l’unico Salone italiano dedicato in maniera esclusiva alla Responsabilità Sociale d’Impresa.

Quest’anno parteciperanno oltre 50 espositori. In calendario 4 convegni e 15 laboratori, nell’ambito dei quali verranno presentate iniziative e progetti realizzati in diversi ambiti: politiche pubbliche di sostegno alla RSI, mobilità e distribuzione sostenibili, infrastrutture e territorio, sicurezza, coesione sociale, sport.

JECoMM condividerà lo stand con un’altra associazione studentesca, UNI>FERPI, attiva nel mondo delle relazioni pubbliche.

Vi invitiamo tutti a partecipare a quest’evento che riunirà aziende, istituzioni pubbliche e organizzazioni non profit. Noi saremo lì per spiegare le tante opportunità di formazione che una Junior Enterprise può offrire agli studenti universitari, ma anche le possibilità di business tra università e impresa, coinvolgendo le aziende presenti.

JECoMM ha pensato anche a chi non potrà partecipare: direttamente dalla nostra postazione potremmo aggiornare in tempo reale il blog con contenuti e fotografie.

Per maggiori informazioni

Sito del Salone DAL DIRE AL FARE

Feb 01

Un lavoro da 30 e lode!!!

Scritto da Luca Cavallo (February 1, 2008 @ 4:24 pm)
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Sappiamo che le Junior Enterprise offrono la possibilità di applicare quello che si studia in università in progetti di aziende vere. Ma cosa succederebbe se faccessimo l’operazione inversa? E cioè preparare un esame universitario come se facessimo un progetto in JECoMM?
Io, Luca, e la mia fida compagna di molti progetti Francesca lo abbiamo fatto, seppur senza renderci conto che stavamo applicando quello che abbiamo imparato nella nostra Junior…
L’esame era di comunicazione Pubblicitaria e per passarlo era necessario fare 3 tesine dedicate ad un annuncio stampa, ad uno spot e ad un’operazione di confronto tra packaging di prodotti uguali ma di marche diverse (più complicato a dirlo che a farlo quest’ultimo!).
Non è certo facile gestire un lavoro di gruppo se due persone abitano lontano e hanno anche altri impegni. Spesso emergono dinamiche che tendono a rendere il lavoro difficile e pesante e a volte quando due persone la pensano diversamente viene dura arrivare ad un accordo.
Ed è proprio qui che entra in gioco Jecomm. Da quando siamo in Junior conosciamo il nostro modo di gestire un lavoro e ci capiamo al volo su quello che c’è da fare. Nel nostro caso specifico siamo riusciti appieno ad integrarci.
Francesca possiede una puntualità ed una puntigliosità senza precedenti, unito ad un forte entusiasmo nello svolgere i lavori prefissati e una forza di volontà nel fare un compito che sicuramente non appartiene al mio modo d’essere. E’ riuscita a coinvolgermi e a farmi dare il meglio di me.
Luca anche se impegnato con la laurea e con il computer rotto (il caso vuole che si rompa sempre quando c’è un progetto da fare) è riuscito a dare quel tocco di originalità al progetto con delle intuizioni davvero interessanti. Insomma, sapevo che poteva fare bene se si fosse impegnato e ho cercato di motivarlo per rispettare le scadenze che avevamo mantenendo sempre a livelli alti il nostro lavoro.
Il risultato è stato strabiliante! Il lavoro è stato svolto alla grande ed in maniera divertente e un’altro voto così me lo scordo in tutta la mia carriera universitaria!
Grazie Fra&Luca! Grazie Jecomm!
Il post scritto da Antonella esprime pienamente quello che si raccoglie da un’esperienza in una Junior, ma non è abbastanza: bisogna viverla…e per fortuna noi lo stiamo facendo!

Luca & Francesca

Jan 09

Statale vs. Bocconi, primo round

Scritto da Alfredo Chiaro (January 9, 2008 @ 10:18 pm)
Riflessioni, Università 7 Comments »

Da tempo mi chiedevano un paragone tra la mia esperienza triennale in Statale e l’attuale permanenza in Bocconi. Non volevo però affrettare i giudizi, che anzi non credo siano ancora del tutto formati, però posso dire di aver ponderato, e anche abbastanza, e che posso quindi procedere con un primo confronto: il primo round!

Ho studiato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano, per gli amici “la Statale”, appunto per distinguerla dal “privato” (la giustapposizione in termini economici va di moda in più o meno tutti i paesi avanzati), dal 2004 al 2007; mi sono laureato il 12 luglio, e avendo passato in marzo il test d’ammissione per la specialistica in Bocconi, ho iniziato la nuova avventura a settembre 2007.

La prima grossa differenza che cattura l’attenzione è probabilmente il modo in cui si vestono gli studenti: dopo 3 anni in Statale, entrando alla Bocconi, avevo più l’impressione di entrare in una discoteca. Il discorso vale, ovviamente, soprattutto per le femminucce. Bastano tuttavia solo un paio di giorni per farci l’abitudine: innumerevoli sono infatti le cinture Gucci e le ormai abusate borsette Louis Vuitton, e credo sia provato da tutti che vedere ripetutamente la stessa cosa, prima o poi, ci fa abituare, iniziando quindi ad ignorarla. Per gli studenti maschietti il discorso dell’abbigliamento è limitato alla scarpa di lusso e all’abbigliamento cosiddetto business casual, cioè la famigerata camicia con maglioncino che dovrete sorbirvi quotidianamente in quasi tutti gli ambienti impiegatizi. In generale, comunque, credo che parlare di abbigliamento sia abbastanza scontato, così come non vorrei spender tempo sulle auto da reddito non certamente da famiglia “media” che albergano nel parco di Piazza Sraffa; parco che, ovviamente, anziché somigliare al parco di un campus altro non è che un parcheggio con due giostre e panchine in mezzo.

In questo la Statale è certamente meglio: come dimenticare il chiostro di Festa del Perdono? La sola visione di quel prato fa venir voglia di…dormire! E qui parlo anche di architettura, è impensabile paragonare la Bocconi agli antichi edifici della Statale, almeno per quel che riguarda le sedi più centrali (mi dicono dalla regia che in Via Golgi c’è da spararsi per la depressione). E l’ha detto anche Celentano, come dargli torto! Non mi scorderò mai delle pause passate sulle panchine nel chiostro di Scienze Politiche…così come non mi scorderò mai la fantomatica “politica universitaria” della Statale, che talvolta sfocia in giochi di potere, altre volte in aggressività: due risse lo scorso anno tra gruppi di “estremisti” (esistono ancora!), numerose contestazioni, la più strana quella di una certa “Assemblea degli Studenti di Scienze Politiche”, che sembrava più che altro una sagra “pane e salsiccia per tutti”. Dubbi gli esiti, a parte una diatriba sul blog di un noto e stimato professore della Facoltà (stimato da tutti gli studenti, esclusi i facinorosi).

Questo è solo un primo resoconto di due modi di vivere l’università apparentemente lontani; in realtà ci si esprime solo in modo diverso, assimilando il contesto e adattandosi. C’è chi si adatta bene e chi estremizza, come sempre. In un secondo round spero di riuscire a tratteggiare eventuali differenze nelle persone, nel modo di vivere lo studio e i famigerati esami. A presto!