Aug 04

Visto che nella newsletter di luglio abbiamo avuto le prime impressioni del neo-presidente di JADE, ci è sembrato giusto porgere alcune domande anche al presidente uscente: Antonia Sariyska.

Di seguito troverete interessanti risposte da chi ha guidato con successo per due anni il network!

35311_1443261074795_1031142690_31239852_5764534_n

Fltr: Antonia Sariyska, 2010 JADE President, Valentina Gradoli, 2008 JADE SPM,
Serena Poma, 2010 JECoMM Communication Manager

1. Why did you decide to become and Exbo member?

I believe that the Junior Enterprise movement in general is all about impact – the one that we have on our peers, on the environment around us, and especially on ourselves. After several years in the Network, it simply seemed like the natural and right thing to do: to challenge myself to the right end. I never thought twice, never doubted. I am now often surprised how young people do not feel confident enough in their ability to influence and make impact – as Junior Entrepreneurs we can do anything, and it is even further visible when you are in the ExBo.

2.       Which were your expectations from this experience?

I expected the experience to be super-challenging, yet super-exciting. But the reality exceeded my expectations – it turned out to be an experience of self-discovery, whereby you identify your own limits, tolerances, skills, and strengths. When I moved to Brussels, I expected to see a Network of crazy committed students, I ended up in an environment of brilliant young professionals and over-achievers. I expected to gain some knowledge in certain areas, particularly strategic management and politics, I ended up having a 360-overview of a life of an organisation and the reality of the European Union and its impact. I expected to join a team of young colleagues, as knowledgeable and committed as myself, I ended up being in a team with amazing friends, from whom I learnt and gained a lot. I can surely say that it was a great year for all of us!

3.    Tell us 3 goals that your team achieved

It is correct that the time is approaching to start summing up the year and see what went well and what could be improved. Particularly, at our team, we are very proud of many of the things that we did, so having to identify 3 of them would be tough, but yet – let’s try.
Firstly, it was our goal to integrate our Network, and make the Juniors interact with each other. We launched a brand new website, the Gazette (our newsletter), a Facebook page, and of course-the JENet platform; we made sure there was plenty of attractive info available – sexy advertising, exchange sessions, knowledge-sharing. Moreover, we opened the Network to new markets, and the admission of JADE Romania was the greatest example of this development.
Secondly, we wanted to make the Concept more and more visible on European level, in order to show that the Junior Entrepreneurs can have an impact on what is happening across the continent in fields of entrepreneurship and higher education. Through working with the EU, World Bank, UNESCO and World Economic Forum, we managed to send the message of importance that comes from our Movement, and at the end were showcased as best practice example in EU 2020.
Finally, a major outcome of our year: our successors: Lorenzo, Tzoanna and Michael, as well as their Brazilian Ambassadors (Alessandro, Felipe, Gustavo, Andre, Renata and Henrique). Let us not forget that what one JADE Board does in their year, will only show off in the year after. They are excited and committed, have great ideas, strive for the best, and we are sure that next year will be yet another awesome JADE year!

4.    After this experience, what would you like to me remembered for?

Our team had an amazing year, and we hope that each and every Junior Entrepreneur will be left with a little good memory of us. The meetings and workshops, the assemblies and projects – this was our way to show that we are proud to be a part of this great Movement.
However, if we were to showcase one memory of those, then I hope it will be the One Big Team concept of I AM JADE – the message that we tried to send across the Network during the year. Our Confederations and Junior Entrepreneurs belong to something great – something big and impactful, and we would like to see this confidence in your eyes, when you talk to your University, when going to client meetings, when leading your teams: being a Junior Entrepreneur is what makes you elite, makes you different, makes you stand out from the crowd. So, as a final message: be proud to be JADE!

Aug 01

Il 28 e 29 settembre ci sarà anche JECoMM al Salone della Responsabilità Sociale d’Impresa, manifestazione promossa da Pubblicità Progresso.

La partnership sarà suddivisa in due ambiti:non solo gli associati parteciperanno ai concorsi “I Racconti della CSR” e allo Spazio Giovani “I giovani incontrano le Imprese”,che vede la nostra Junior Enterprise gemellata ad Holcim, leader del settore cemento, con la quale svilupperemo un progetto innovativo per contattare stakeholder e distribuire il Rapporto di Sostenibilità.

Il Salone della Responsabilità Sociale quest’anno ci offre la grande opportunità di essere partner dell’evento: non solo il nostro logo figura nel sito della manifestazione (www.daldirealfare.eu) come collaboratore ma riusciremo anche a partecipare attivamente portando la nostra presenza, come organizzatori dello spazio, alla mostra dei ragazzi delle scuole superiori che hanno creato svariate opere rappresentanti la Csr secondo loro.

Una partnership interessante e prestigiosa che JECoMM è fiera di aver ottenuto grazie alla credibilità e alla professionalità che da sempre la contraddistinguono.

Aug 01

Dal 22 al 25 luglio molti jecommini hanno rappresentato la nostra JE all Junior Enterprise World Conference (JEWC) 2010.
Per la prima volta in Italia (organizzata da JEME Bocconi), la conferenza internazionale ha visto partecipanti da tutto il mondo:Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Svizzera, Italia, Austria, Germania, Albania ma anche Grecia e Brasile.
Tanti momenti diversi hanno caratterizzato l’evento: se di giorno si sono alternati interessanti workshop ad un giro turistico per la città (il primo giorno), non sono mancate le occasioni importanti come il prestigioso parterre di panelists d’eccezione che hanno presenziato alla opening cerimony:una panel discussion sul tema “Innovazione e imprenditorialità” con ospiti d’eccezione come Richard Straub, consigliere del presidente di IBM Emea e presidente della Peter Drucker Society; Jean-Pierre Lutgen, imprenditore e fondatore della linea d’ orologi Ice Watch, marchio riconosciuto in tutto il mondo e sponsor dell’evento, Simone Cimino, venture capitalist, fondatore e presidente di Cape Natixis, un imprenditore che investe nelle piccole e medie imprese soprattutto dei paesi in via di sviluppo; infine Stefano Tommasi, ex membro di JEME Bocconi, oggi al timone della Innext, società di consulenza direzionale fondata assieme ad altri due ex studenti della Bocconi.
Nominato anche il nuovo presidente di JADE: a sostituire Antonia Saryiska è arrivato Lorenzo Uberti il quale resterà in carica per i prossimi due anni.
Non è mancata la mondanità grazie all’elegantissima (anche se qualche enterpreneurs olandese ha deciso di optare per giacca arancione ed occhiali da sole) cena di gala del venerdì sera o alle più rilassate serate presso il locale “Palo Alto” per finire con la super glamour serata alla discoteca “Karma” in cui, tolti giacca e cravatta, i giovani imprenditori si sono scatenati e rilassati a ritmo di musica.

Feb 04

Dunbar e i suoi 150 amici

Scritto da Valentina Gradoli (February 4, 2009 @ 10:45 pm)
Articoli, Media e comunicazione 2 Comments »

Recita Wikipedia: Il numero di Dunbar, conosciuto anche come la regola dei 150, afferma che le dimensioni di una vera rete sociale sono limitate a circa 150 membri. Questo numero è stato calcolato da studi di sociologia e soprattutto di antropologia, sulla dimensione massima di un villaggio [...].

Per qualcuno di voi i 150 “amici” di Dunbar sembreranno pochi. Soprattutto ora che la dimensione massima del proprio villaggio coincide sempre di più con il perimetro della rete Internet.

La versione online delle reti social ha infatti sfatato un po’ la regola dei 150.

Sono rimasti in pochi a non essere caduti nella rete dei Social Network. Anche il più scettico alla fine ha dovuto cedere e ha messo foto e profilo a disposizione di amici e colleghi!

C’è proprio di tutto nella rete. Pesci piccoli e grandi.
Ci sono i ministri Gelmini e Brunetta che hanno aperto un canale YouTube per dialogare con il mondo dell’istruzione la prima e una pagina su facebook con più di 37.000 sostenitori, il secondo.
E quando si dice che le vie del Signore sono infinite, anche il Vaticano non si è lasciato scappare l’occasione di raggiungere i propri fedeli via etere. È stato, infatti, da poco battezzato (mai termine è stato più consono!) un canale YouTube per diffondere i messaggi di Papa Benedetto XVI anche in rete.

Dicevamo che quasi tutti hanno un proprio profilo, e quasi sicuramente su facebook, social network nato all’interno dei famosi college americani che nell’ultimo anno ha raggiunto una grande popolarità in Italia.
Hanno richiesto la tua amicizia; ti suggeriscono un amico; ti hanno taggato e ti hanno mandato un poke. Se sei un utente super attivo di facebook saprai sicuramente di cosa si sta parlando.
Facebook è diventato un vero e proprio fenomeno sociale tanto da costringere alcune aziende a limitarne l’accesso perché distoglie gli impiegati dal proprio lavoro.

Ma la prima generazione di social network, quelli generalisti (un po’ come la TV), è ormai passata. Il futuro dei Social Network sta in reti professionali o di nicchia. Pensare di creare una nuova rete sociale generalista in grado di differenziarsi da quelle già esistenti e dare un vantaggio concreto agli utenti è quasi impensabile. Siamo già troppo impegnati a compilare i campi di tutti i form che ci vengono richiesti per registrarci alla libreria online, al sito dei last minute, quello per ricevere le offerte migliori su ebay e quant’altro. Un form in più per un social network uguale a quelli già esistenti è troppo!

La particolarità di reti come LinkedIn, Xing oppure Link2me (rete sociale italiana dedicata ai professionisti della comunicazione) è la possibilità di ricercare persone che lavorano nella nostra stessa azienda o che hanno i nostri stessi interessi professionali. C’è chi vede in questi strumenti la possibilità di fare business, altri invece, grazie anche alle sezioni dedicate al MarketPlace, trovano nuove opportunità di lavoro.

Ma cosa decreta il successo di una rete sociale (professionale e non)? Normalmente decidiamo di iscriverci a un social network perchè un amico ci ha inviati o ne abbiamo sentito parlare direttamente da qualcuno che conosciamo. Insomma, ci iscriviamo perchè sappiamo che lì c’è già un certo numero di amici reali iscritti.

Non è da sottovalutare la forza aggregante di questi siti. Il caso italiano di Facebook ne è la prova!

JECoMM dal canto suo ha cercato di sfruttare questi strumenti come luogo virtuale di aggregazione e come opportunità di business.

JECoMM è infatti su Facebook con un gruppo dedicato solamente ai membri della Junior e una pagina fan per tutti coloro che ci conoscono e ci supportano; è inoltre su LinkedIn per cogliere al volo tutte le opportunità che una rete professionale può offrire.

E voi? In quale rete sociale siete caduti?

Jan 10

Vorrei raccontarvi la mia esperienza di quanto JECoMM sia stata utile per il mio ingresso nel mondo del lavoro. Mi sono laureato a fine marzo 2008, corso di laurea in Comunicazione e Società (una delle lauree triennali della facoltà di Scienze Politiche). Una junior enterprise e l’università sono due responsabilità da prendere seriamente, ma non per questo risultano incompatibili: sono riuscito come tutti gli altri associati a laurearmi senza andare fuori corso. A pieni voti, per giunta, come del resto una gran parte degli associati. Credo, anzi, che vivere il periodo degli studi con un team di persone che condivide diversi miei corsi, con cui mettere in pratica le materie di studio e l’interesse per la comunicazione, mi abbia stimolato e aiutato anche nello studio.

Dopo la laurea ho iniziato a scrivere e diffondere i miei curricula, ho fatto qualche colloquio qua e là. Come un po’ tutti i neolaureati sono rimasto per due mesi in un limbo di aspettative, indecisione e insicurezza. Anche in questa occasione JECoMM mi è stata utile, perché dopo la laurea e i dovuti festeggiamenti, dopo il primo periodo di riposo totale, la nullafacenza inizia a pesare… ci si sente inutili ed è facile demotivarsi. Invece avere un progetto a cui dedicare energie mi ha tenuto in forma. Ricordo che andavo in università per le assemblee della junior anche i mesi dopo la laurea, e che ero contento di avere finalmente molto tempo da dedicare a JECoMM, dopo un periodo di pausa-tesi.

Finché un bel giorno non ricevo, inattesa, una telefonata Seat Pagine Gialle. Mi dicono che hanno avuto il mio numero di cellulare dall’Università e mi chiedono se mi interessa uno stage di 6 mesi, 800 euro al mese. Niente male come opportunità: la possibilità di lavorare e formarsi in una grande azienda, per di più retribuito.

Così ho partecipato a due colloqui di selezione. Il primo era con tre altri candidati presenti quel giorno. Mi sono presentato vestito come se dovessi andare da un cliente JECoMM: jeans, camicia e giacca. Un vestiario elegante il giusto. Le esperienze vissute nella Junior mi avevano abituato a sentirmi più a mio agio in situazioni come quella, in cui gli interlocutori si aspettano da noi un certo vestiario, un certo linguaggio e soprattutto sicurezza di sé. Perciò, pur essendo giustamente teso, mi ero preparato delle argomentazioni ben precise sul mio curriculum. In fondo non avevo che da essere sincero e mettere in evidenza ciò che grazie a JECoMM avevo avuto occasione di fare e le cose che avevo imparato. Le esaminatrici sono riuscite a mettere tutti a proprio agio e il colloquio è stato piacevole, pur durando ben due ore, con domande a cui noi candidati rispondevamo a turno.

La prima volta che ho scritto un CV è stato per la presentazione a Jade Italia: ricordo i consigli della Anto e il formato europeo che avevamo scelto di adottare tutti. Naturalmente le selezionatrici avevano letto il mio curriculum aggiornato ed erano molto curiose di JECoMM. Hanno visto che avevo partecipato a diversi progetti, e mi hanno lasciato abbastanza spazio per illustrarli.

Mi sono reso conto che stavo andando bene quando ho iniziato a parlare della fondazione di JECoMM, e del fatto che trattandosi di una start-up è stata un’avventura soprattutto agli inizi, quando non c’era niente di definito ed era tutta da inventare. Non potevo immaginare che il progetto per il quale ci stavano scegliendo era anch’esso a suo modo una start-up nella struttura di Seat: parlavo a ruota libera, perché vedevo che le avevo colpite.
Quando poi mi hanno chiesto se uso il computer ho potuto rispondere che usavo quotidianamente due caselle e-mail, un’intranet aziendale con forum e wiki (grazie ad Alfie!), e che ero abituato al lavoro a distanza attraverso msn o skype. Credo che anche questo le abbia stupite, il fatto che un’azienda no profit composta da una decina di universitari fosse così ben organizzata dal punto di vista tecnologico e informatico.

Insomma, sono stato scelto io al posto di altri candidati anche molto validi, e credo il merito sia in gran parte di JECoMM. Molti avevano in curriculum tanti piccoli lavoretti, alcuni di buon livello, altri fatti solo per mettere da parte qualche soldo. Io durante gli studi ho lavorato gratis, perché la Junior ti ripaga soltanto in formazione. Davvero non me ne pento.

Il primo giorno di corso in Seat mi sono accorto di essere il più giovane tra i miei futuri colleghi: 23 anni contro una media tra i 25 e i 28. Mi sono accorto di avere una semplice laurea triennale, mentre qualcuno di loro aveva anche specialistica e master. Mi sono accorto che tutti (venissero da un corso di laurea in Economia indirizzo di comunicazione, o come me da Comunicazione indirizzo di marketing) avevano esperienze extra, e di tipo manageriale. Non tutti venivano da una Junior, ma comunque ciascuno era stato scelto per il bagaglio di competenze concrete che era riuscito a costruirsi durante gli studi.

Per la cronaca, ad oggi i sei mesi di stage sono conclusi e mi hanno rinnovato. Stiamo costruendo, per la squadra di agenti che seguo, un forum per fare squadra e lavorare più “jecomm style” :)

Follow the Gecko!

Tommaso.

Aug 06

E se da grande voglio fare il manager?

Scritto da Francesca Gilardoni (August 6, 2008 @ 11:31 am)
Articoli, News 9 Comments »

Ecco, per il secondo numero estivo della rivista, lo spazio di JECoMM su L’Universitario, stavolta con un bell’articolo sulle carriere manageriali scritto da Alfredo che trovate a pag. 6.
Se da grandi volete fare i manager vi consiglio di leggerlo!

http://www.luniversitario.it/doc/luni_13.pdf

A dimenticavo… buone vacanze a tutti :-) !

Jul 15

Su L’Universitario c’è anche JECoMM!

Scritto da Francesca Gilardoni (July 15, 2008 @ 9:15 pm)
Articoli, Media e comunicazione 7 Comments »

Ecco a voi il link del nuovo numero dell’Universitario!

http://www.luniversitario.it/doc/luni_12.pdf

Se volete la copia cartacea non vi resta che prenderla nei punti di distribuzione nelle vostre università.

JECoMM ha scritto un articolo a pag. 10 e ha finalmento pubblicato la sua nuova pubblicità a pag. 11. Vi piace?

Oct 22

Articoli Meeting Castellanza

Scritto da Francesca Gilardoni (October 22, 2007 @ 3:04 pm)
Articoli, Eventi, Jade Network 42 Comments »

Qui di seguito i link agli articoli pubblicati dalla stampa locale sul meeting di Jade Italia a Castellanza 12/14 ottobre 2007.
Buona lettura!

La provincia di Varese 13 ottobre
La provincia di Varese 16 ottobre
Varese News 12 ottobre