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L’HR nelle Junior Enterprise: Manuale di orientamento a chi vive l’essere umano

Area H-R 2016 - #OneStepForward

L’impressione che la gestione delle risorse umane facesse per me, aleggiava già da tempo nella mia testa. Sapevo che i rapporti umani attiravano la mia attenzione come un’ape è attirata dall’essenza di polline.

Cosa si pensa in determinati momenti? Perché lo si pensa? Questo è il modo giusto di pensare? Il più efficace?

Amavo chiacchierare, ma in un modo diverso da come vedevo fare ai miei pari.

Amavo comprendere chi avevo davanti facendo in modo che lui stesso si sentisse ascoltato. Spesso noto come quando parli con qualcuno, questo finga di ascoltarti mentre il suo pensiero è già a ciò che dovrebbe ribattere. Odiavo già allora tutto questo, sminuiva qualunque mia affermazione.

Mai ho amato esser guidato dalle onde, preferisco essere io il capitano della mia vita. Così, ho deciso. Il che già non è cosa da tutti.

La voglia di crescere mi ha portato in JECoMM, dove, ho trovato l’ambiente adatto a vivere le risorse umane da “capitano”.

Mesi di allenamento per sviluppare le capacità superficialmente definite “soft” dai più, da coloro che non comprendono quanto possa essere rilevante avere un ambiente propositivo e che mira al raggiungimento dello stesso obbiettivo.

In H-R ho sviluppato le mie capacità di comprensione dello stato d’animo altrui, vivendo sulla mia stessa pelle cosa significa assumere ruoli diversi in ambiti diversi. Sembra semplice diventare mediatore in un momento di scontro tra associati, sembra semplice essere leader quando la motivazione cala a picco.

Sembra, appunto.

Ma l’H-R non è solo questo.

Immagine Articolo Presentazione HR

La formazione è un must delle Junior Enterprise cosi come del mondo aziendale. Milioni di euro spesi per corsi che spesso mirano a migliorare situazioni che semplicemente si sarebbero dovute evitare a priori. Ma chiedere razionalità in un mondo irrazionale forse è davvero troppo. Qui entra in scena l’H-R, consapevole di avere gli strumenti affinché certe situazioni negative non vengano a crearsi.

Stereotipi, concentrazione, linguaggio, scrittura, cambiamento, stress, intelligenza. Ogni ambito ha delle modalità di miglioramento, e ogni sistema aziendale può raggiungere picchi di rendimento altamente superiori ai risultati già ottenuti.

Ma serve una cultura, una tradizione che si vada a creare attorno al miglioramento personale costante, per tutta la vita. L’H-R fa questo.

Serve teoria che non sia fine a sé stessa, ma che miri ad una pratica quotidiana a tal punto da integrarsi perfettamente con le nostre vite, intrecciandosi con il nostro DNA.

Anche questo, lo fa l’H-R.

Ma se questo fosse tutto forse altri lidi avrebbero meglio ospitato le mie ambizioni.

C’è altro nelle risorse umane. C’è il recruitment. Processo attraverso il quale si acquisiscono nuove risorse, si immette nuova linfa ad un motore che spesso ha bisogno di essere oleato. La capacità di osservare cogliendo i dettagli del candidato qui è necessaria. Mai dimenticare che lo strumento usato in questi casi è lo stereotipo, il pregiudizio. Quale orrore sentire questo per molti “esperti”. Ma questo è, e non potrebbe essere diversamente quando in 20/30 minuti devi comprendere chi hai davanti. Un giudizio che mai sarà totalmente veritiero, ma che nella sua superficialità rappresenta la bussola per orientarsi. Responsabilità e oggettività, queste parole a volte sconosciute, ma chiavi di un pregiudizio sano, che non miri a disintegrare la persona sotto esame.

L’HR è questo e molto altro. Ogni giorno si scopre competenze differenti, da usare in ambiti differenti e lo dico con fermezza e certezza, entrare in JECoMM da questa porta, beh, è stata la fortuna più grande della mia vita professionale finora.

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